Un’edizione esclusiva, mai pubblicata finora in Europa, delle storie dell’atipico investigatore Ray Kitt, firmate da Oesterheld e Pratt.

Il volume cartonato, di 32 pagine in bianco e nero, con copertina inedita di Giuseppe Camuncoli e introduzione di Gianni Brunoro, è stato presentato in anteprima allo stand Anafi durante la manifestazione Collezionando, la mostra mercato del fumetto d’antiquariato e da collezione, che si è tenuta a Lucca il 2-3 aprile 2016.

Disponibile su richiesta direttamente all’Anafi al costo di 20 €
Per informazioni sull’acquisto e spedizione scrivere a: [email protected]

Originale prima tavola di Muerte entre las tombas

Originale della prima tavola

Si tratta del primo lavoro eseguito da Pratt in Argentina, nonché della prima collaborazione tra Oesterheld e Pratt che ci ha dato capolavori come Sgt. Kirk e Ernie Pike. Le due brevi storie, di genere poliziesco, si ambientano a Les Perries (Francia) e a Buenos Aires. La prima Muerte entre las tombas, è composta di dieci tavole, la seconda Ray Kitt e la crimen de la Maldita di otto.

Originale prima tavola di Crimen de la maldita

Originale della prima tavola

L’Editorial Abril, già editrice delle testate Misterix (1948) e Rayo Rojo (1949), nell’ottobre del 1950 pubblica una nuova rivista: Cinemisterio «la revista de formula sensacional». Su di essa, in formato gigante, vengono riproposte Junglemen e l’Asso di Picche, ma anche Tita Dinamita (la Gey Carioca di Paul Campani) e Hormiga Negra di Walter Ciocca. È proprio su Cinemisterio che, nel 1951, nasce Ray Kitt, con una formula narrativa di cui non si hanno esempi precedenti.

Copertina Ray Kitt
Quarta di copertina Rau Kitt

Approfondimenti

Si tratta di una forma di narrazione del tutto originale: non è un racconto illustrato perché le vignette, come già detto, sono parte integrante della narrazione e non illustrazioni di fatti descritti dal testo. Avanzeremmo piuttosto l’ipotesi che si tratti di una forma originale di fumetto in cui molte vignette sono composte di solo testo! Una prassi mai vista in precedenza, mentre sono del tutto comuni le vignette solo disegnate e prive di testo. Un cenno al disegno di Pratt, allora autore agli inizi: caniffiano di ispirazione, ma già maturo, anche se non ancora sostenuto da quella sintesi che avrebbe lanciato l’autore nell’Olimpo del fumetto parecchi anni dopo. Prospettive ed anatomie vi appaiono già perfette, come pure la recitazione dei personaggi i cui corpi recitano sovente più delle facce. I “cattivi” presentano una caratterizzazione ancora un po’ ingenua, con qualche stereotipo lombrosiano nelle fisionomie, che Pratt abbandonerà dopo poco, mentre qualche primo piano di Ray Kitt introduce già il Sergente Kirk. Su tutte le storie domina comunque il bianco e nero abbacinante tanto caro all’autore.
Franco Spiritelli, Fumo di China n.73 (1999)
Questo è anche uno dei primi fumetti scritti dal grande Oesterheld. Siamo nel 1950. Il protagonista, Ray Kitt, è un detective alla Marlowe, di chiara ispirazione chandleriana, ma immerso in un’atmosfera ricca di quella latinità argentina che lo rendono unico ed affascinante. Nella narrazione il testo si sviluppa in piccoli paragrafi numerati in successione, mentre le vignette ne inframmezzano la struttura: il risultato è che non ci troviamo di fronte ad un racconto illustrato, perché le vignette sono parte integrante della narrazione. Si potrebbe ipotizzare, invece, che si tratti di una forma originale di fumetto in cui molte vignette sono fatte di solo testo. Vi è infatti presente la “conditio sine qua non” del fumetto, la narrazione sequenziale, che vede perfettamente integrati testo e vignette.
Franco Spiritelli, Fucinemute n.33 (2001)